Matteomascia's Blog

Nescit vox missa reverti

Teseo Tesei

leave a comment »

L’amministrazione comunale di Cagliari intitolerà presto una strada a Teseo Tesei, inventore ed ufficiale della Regia Marina durante il secondo conflitto mondiale. L’innovazione toponomastica è stata possibile grazie alla proposta del consigliere circoscrizionale Gabriele Pedrini, militante della comunità giovanile Casaggì. La vita e le imprese di Tesei sono sconosciute alla maggior parte dei cittadini e vedere scritto quel cognome su una targa potrebbe stimolare la curiosità di chi si troverà ad attraversare la via che prenderà il nome dell’inventore. In tanti potrebbero scoprire che fu proprio Teseo Tesei ad inventare il Siluro a lenta corsa (noto anche con il nomignolo di maiale a causa della sua forma tozza), arma che permise alla marina sabauda di mettere in seria difficoltà le unità della flotta britannica operanti nel Mediterraneo, colpite proprio dove si sentivano più al sicuro. L’arma permetteva infatti di penetrare anche all’interno di porti militarmente difesi senza temere di essere scoperti dalle truppe di guardia. L’azione più nota è senza dubbio quella del 19 dicembre 1941, quando i maiali, ormai in dotazione stabile alla X Flottiglia Mas, riuscirono a portare a termine con successo l’affondamento delle navi da guerra britanniche Valiant e Queen Elizabeth. Questo tipo di “sommergibili tascabili” rimasero segreti per molto tempo, i militari italiani, proprio per evitare che le spie nemiche potessero metterci gli occhi sopra, avevano l’ordine di smontarli e nasconderli al termine di ogni operazione, strategia che si dimostrò vincente sino a quando gli inglesi non riuscirono a catturare una di queste unità. Bottino che permise ai tecnici di sua maestà di sviluppare una tecnologia del tutto simile a quella italiana, a dimostrazione che le intuizioni di Tesei furono fondamentali per la ricerca nel campo della sommergibilistica. Non solo, molti degli appassionati di immersioni subacquee devono sapere che fu proprio Tesei a sviluppare – testandolo in prima persona – uno dei respiratori con maggiore autonomia, uno strumento che permise di ridurre in modo drastico il numero di decessi durante le operazioni. Prendendo come esempio l’affondamento della corazzata della marina austroungarica Viribus Unitis, avvenuto nel porto di Pola nel 1918 ad opera degli incursori Paolucci e Rossetti, iniziò a lavorare all’idea di progettare un apparecchio che permettesse ai due uomini di equipaggio di effettuare lunghi tragitti navigando sotto il livello del mare. Modificando abilmente un respiratore che veniva utilizzato per fuoriuscire dai sommergibili in avaria, portò la sua autonomia da venti minuti a qualche ora, un vero successo considerata la tecnica dell’epoca. Tesei morirà nel 1941 nel porto de La Valletta, proprio sull’arma da lui progettata. Il 26 luglio 1941, in un’azione congiunta di due Slc e sei barchini esplosivi, tentò di forzare la base inglese della capitale maltese. Per non compromettere l’esito della missione e recuperare il tempo perso per ovviare a degli imprevisti tecnici accorsi all’altro Slc, quello del sottotenente Franco Costa e del palombaro Luigi Barla, e con la volontà di portare a termine ad ogni costo il suo compito, decise di “spolettare a zero” gli ordigni collocati sulle unità nemiche, rinunciando così ad allontanarsi dall’arma prima che esplodesse, nell’azione morirà anche il suo secondo di sempre, Alcide Pedretti. Il gesto di Tesei, che gli valse il riconoscimento della medaglia d’oro al valore, lasciò sgomenti anche gli inglesi che parlarono di equipaggi animati “dalle più alti doti di coraggio personale”. E da precursore qual’era, Tesei non poteva non considerare l’aspetto psicologico degli affondamenti provocati dai suoi siluri. L’incursore era solito dire ai suoi uomini: “Occorre che tutto il mondo sappia che vi sono italiani che si recano a Malta nel modo più temerario: se affonderemo qualche nave, oppur no, non ha molta importanza: quel che importa è che noi si sia capaci di saltare in aria col nostro apparecchio sotto l’occhio del nemico: avremo così indicato ai nostri figli e alle future generazioni a prezzo di quali sacrifici si serva il proprio ideale e per quale via si pervenga al successo”. La scelta del comune di Cagliari potrebbe spianare la strada al ricordo di tanti eroi dimenticati. In un’Italia caratterizzata dalla pressoché totale ignoranza dei principali avvenimenti storici sarebbe sicuramente utile.

Matteo Mascia

(Rinascita 25 marzo 2010)

Written by matteomascia

26 marzo 2010 a 15:48

Pubblicato su Miscellanea

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: